Capgemini Italia, sindacati e direzione aziendale a confronto per il rinnovo dell’accordo sullo smart working
Roma, 1 aprile 2025 – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a confronto con la direzione aziendale di Capgemini Italia per il rinnovo dell’accordo sullo smart working. L’intesa, in scadenza il 30 aprile 2025, si applica ai 9.338 dipendenti della società di consulenza operante nel settore del terziario avanzato. Nel corso dell’ultimo incontro l’azienda ha manifestato l’intenzione di rivedere l’accordo prevedendo un ridimensionamento delle giornate di lavoro da remoto. Nello specifico, Capgemini ha proposto 8 giornate lavorative di smart working al mese per tutti i dipendenti, con una media di 2 giorni a settimana e un’estensione delle giornate di lavoro da remoto in taluni casi, come per chi ha figli minori di un anno, per i dipendenti della sede di Roma in vista delle giornate giubilari o, ancora, in concomitanza con i periodi di chiusura aziendale (indicativamente nel mese di agosto). Lo smart working rimarrebbe invece sospeso per chi lavora in bench, così da facilitarne la ricollocazione in altri progetti secondo le necessità aziendali. L’azienda, che spinge per il raggiungimento di un’intesa entro il 10 aprile, ha annunciato, in caso di mancato accordo, l’applicazione di un regolamento interno. Fermo no da parte dei sindacati a un accordo sulle basi prospettate da Capgemini. I motivi sono molteplici: il ritardo nell’avvio del tavolo di discussione, i tempi stretti per chiudere l’accordo, le criticità nella disponibilità di postazioni nelle sedi, la mancanza di dati sulla produttività legata al lavoro in smart working, l’organizzazione carente della formazione per chi lavora in interprogetto, il rapporto con i manager, i tempi di percorrenza da e per le sedi di lavoro con i relativi aumenti di costo per l’uso dei mezzi di trasporto. Ragioni a cui si aggiunge anche un problema di tenuta occupazionale emerso a seguito di contrazioni di commesse nel settore automotive. Filcams, Fisascat e Uiltucs evidenziano inoltre che, a distanza di tempo dall’unificazione tra Altran e Capgemini, permangono delle distanze sul piano dei trattamenti retributivi e contrattuali dei dipendenti non più accettabili. Al termine della riunione, considerate ancora insoddisfacenti le risposte aziendali e date le forti preoccupazioni della delegazione sindacale, Filcams, Fisascat e Uiltucs, al fine di condividere con le lavoratrici e i lavoratori lo stato della trattativa, hanno annunciato iniziative di informazione attraverso assemblee sindacali, anche in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, e lo svolgimento di un coordinamento unitario. Il prossimo incontro con l’azienda è fissato per il 9 aprile, alle 10:00, in modalità videoconferenza.
news1 Aprile 2025