Unicoop Etruria, prosegue il confronto sul piano di riorganizzazione: sindacati contrari alle cessioni, priorità alla tutela occupazionale
Roma, 6 febbraio 2026 – Prosegue il confronto con la direzione di Unicoop Etruria sul piano di riorganizzazione che coinvolge sedi amministrative e rete commerciale della cooperativa. La direzione della cooperativa di consumatori ha confermato l’intero perimetro di cessioni e chiusure di 24 punti vendita, ritenendole indispensabili per la propria sostenibilità economica. A fronte delle richieste sindacali di rivedere il piano, Unicoop Etruria ha manifestato la disponibilità a mantenere aperti i punti vendita fino al completamento delle cessioni, a ricercare acquirenti solidi che garantiscano la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalla Fisascat Cisl e dalle altre federazioni di categoria e ad estendere i tempi della procedura per una gestione più ordinata dei passaggi. Le organizzazioni sindacali, pur prendendo atto della posizione aziendale, hanno ribadito la netta contrarietà alle operazioni di cessione, sottolineando che la priorità resta in ogni caso la salvaguardia occupazionale di lavoratrici e lavoratori. Le garanzie avanzate dall’azienda sono state giudicate insufficienti: secondo i sindacati occorrono impegni concreti sugli investimenti, vincoli sul mantenimento della rete vendita, forti garanzie sull’affidabilità degli eventuali acquirenti e sulla continuità dell’occupazione. È stata inoltre richiesta la sospensione dei trasferimenti dai punti vendita interessati dalle cessioni, mantenendo cristallizzati gli organici e assicurando la massima trasparenza nella gestione di questa fase complessa. Sul versante delle sedi amministrative, Unicoop Etruria ha dichiarato la presenza di circa 180 profili in sovrapposizione tra le sedi di Vignale Riotorto, Castiglione del Lago e la sede Superconti di Terni, proponendo un incentivo all’uscita su base volontaria pari a 30 mila euro per un addetto di IV livello full-time, da riparametrare e riproporzionare per gli altri livelli, con una modulazione legata alla distanza dall’età pensionabile. L’azienda ha inoltre indicato l’obiettivo di mantenere a Castiglione del Lago un presidio territoriale strutturato con circa 90 dipendenti, oltre a un presidio operativo nel Lazio. Pur apprezzando la volontà di mantenere un presidio strutturato in Umbria, le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come, a fronte dell’elevato numero di potenziali esuberi, l’incentivo proposto non sia sufficiente e rischi di limitarne l’efficacia. È stato pertanto richiesto di approfondire il perimetro complessivo delle risorse disponibili, valutando tutti gli scenari possibili, inclusa un’eventuale estensione delle misure anche a lavoratrici e lavoratori della rete vendita prossimi al pensionamento, per facilitare i ricollocamenti. Ribadita la necessità di affiancare agli incentivi la gestione coordinata delle ricollocazioni su base volontaria su negozi e magazzino, accompagnate da adeguate misure di sostegno economico e formativo, nonché – se necessario – il ricorso agli ammortizzatori sociali. La cooperativa ha fornito anche un quadro degli investimenti programmati per il 2026, che prevede sei ristrutturazioni integrali di punti vendita, una nuova apertura a Terni (Mercato centrale), interventi di manutenzione su circa 120 punti vendita e il rinnovo dei macchinari in circa 70 negozi. I sindacati mantengono nel complesso una valutazione critica del piano di riorganizzazione e ritengono necessario proseguire il confronto affinché il percorso di risanamento della cooperativa si realizzi nei tempi previsti, consapevoli che occorrerà ogni sforzo negoziale per tutelare l’occupazione ed evitare impatti traumatici su lavoratrici e lavoratori. Il confronto è stato aggiornato al 12 febbraio.




















