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Vigilanza Privata, escalation di assalti ai portavalori: improcrastinabile la ripresa del tavolo al Viminale
News16 Febbraio 2026

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Commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs scrivono alla X Commissione Attività Produttive della Camera
News10 Marzo 2026

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Trasparenza retributiva e parità salariale: la Fisascat Cisl interviene nel dibattito sul recepimento della Direttiva UE 2023/970
News6 Marzo 2026

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Gender Pay Gap nei settori del Terziario di Mercato: una disuguaglianza strutturale che pesa su retribuzioni e pensioni
News26 Febbraio 2026

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Lavoro povero e disagiato nel terziario, la Fisascat Cisl rilancia il ruolo della contrattazione
News13 Febbraio 2026

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News16 Febbraio 2026

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Fisascat Cisl, Comitato Esecutivo a confronto su scenario contrattuale, attuazione legge sulla partecipazione e riordino normativa sulle liberalizzazioni degli orari commerciali

Fisascat Cisl, Comitato Esecutivo a confronto su scenario contrattuale, attuazione legge sulla partecipazione e riordino normativa sulle liberalizzazioni degli orari commerciali

Roma, 27 marzo 2026 – Scenario contrattuale nei settori del terziario di mercato, attuazione della legge sulla partecipazione e riordino della normativa sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. Sono questi i temi al centro del Comitato Esecutivo della Fisascat Cisl, riunitosi a Roma il 25 marzo presso la Casina Pio IV, nella splendida cornice del Vaticano, dopo l’emozionante partecipazione della federazione cislina all’udienza generale di Papa Leone XIV, in presenza della segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. Al centro dei lavori il quadro dei rinnovi contrattuali che, dopo la stagione 2024-2025, nei prossimi due anni interesserà una platea molto ampia di lavoratrici e lavoratori del macrosettore terziario, distribuzione e servizi e del turismo. In particolare, sono circa 266mila i lavoratori coinvolti dai contratti nazionali in scadenza nel 2026 e quasi 5 milioni quelli interessati dalle scadenze del 2027. «Il confronto interno alla Federazione – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice – vuole essere una riflessione sulle trattative già in essere e sui contenuti che la Fisascat proporrà nel confronto con le altre organizzazioni sindacali per arrivare alla definizione delle piattaforme e avviare i negoziati per il rinnovo dei tanti contratti collettivi nazionali di lavoro di cui ci occupiamo». Tra i contratti in scadenza nel 2026, quello della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, applicato a oltre 100mila addetti, con le trattative già avviate nelle scorse settimane, e il contratto nazionale dell’acconciatura ed estetica, che interessa più di 140mila lavoratrici e lavoratori. A questi si aggiungono i circa 20mila dipendenti delle imprese sportive e gli oltre mille addetti delle imprese di import-export fiori recisi. Nel 2027 si concentrerà invece una quota rilevante dei rinnovi: a marzo scadranno i contratti nazionali del terziario, distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa, applicati complessivamente a circa 3 milioni di addetti, la più vasta platea del settore privato in Italia; alla fine dello stesso anno scadranno inoltre i contratti del turismo, dei pubblici esercizi e della ristorazione, del comparto termale, degli studi professionali, delle aziende ortofrutticole e agrumarie e quello degli agenti immobiliari, per una platea complessiva di circa 2 milioni di lavoratrici e lavoratori. Un passaggio strategico per la Federazione, che ha avviato un primo confronto interno destinato a proseguire nelle prossime settimane anche a livello unitario, avente l’obiettivo di arrivare alla definizione delle piattaforme rivendicative nei termini temporali previsti da ciascun Ccnl. «Dovremo costruire percorsi il più possibile partecipati, attraverso il coinvolgimento sistematico dei delegati, delle delegate e delle strutture», ha aggiunto Dell’Orefice. «Abbiamo già avviato il coordinamento Fisascat sui contratti del terziario distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa, con appuntamenti già condivisi con le altre organizzazioni sindacali per gestire le fasi propedeutiche alla costruzione delle piattaforme unitarie». In questo contesto la Fisascat Cisl ha ribadito le proprie priorità strategiche per i rinnovi contrattuali: il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello e l’estensione delle tutele su salute e sicurezza, organizzazione del lavoro, conciliazione vita-lavoro, welfare contrattuale, bilateralità e previdenza complementare. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla qualità dell’occupazione, alla stabilità dei rapporti di lavoro e al contrasto al lavoro povero e disagiato, anche in coerenza con le opportunità offerte dall’attuazione della legge 15 maggio 2025 n. 76 sulla partecipazione dei lavoratori. Nel corso dell’Esecutivo è stata inoltre richiamata l’attenzione sui contratti nazionali già scaduti e non ancora rinnovati. A partire da quello delle Farmacie Private, scaduto il 31 agosto 2024 e applicato oltre 76mila farmaciste, farmacisti e collaboratori di farmacia, dove la mobilitazione avviata il 6 novembre scorso proseguirà il prossimo 13 aprile con una nuova giornata di sciopero indetta dalle organizzazioni sindacali contro l’indisponibilità di Federfarma a riconoscere un incremento salariale adeguato alle professionalità del settore. Lo stallo dei negoziati coinvolge anche gli oltre 6mila dipendenti delle farmacie speciali, con il contratto scaduto il 31 dicembre 2024. Scenario articolato anche nel terzo settore socio-sanitario, assistenziale ed educativo: sono state presentate le piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti delle Cooperative Sociali e di Uneba, scaduti il 31 dicembre 2025 e applicati rispettivamente a oltre 420mila e 126mila addetti. Permane invece lo stallo per il rinnovo del contratto Salute Sanità e Cura Confcommercio, scaduto nel 2024, mentre si allungano ulteriormente le distanze per il rinnovo del Ccnl Anaste, fermo al 2009, una vertenza che si protrae da anni e sulla quale pesa il rischio della diffusione di contratti pirata promossi dalla stessa associazione datoriale. In questo ambito le organizzazioni sindacali si apprestano a presentare una nuova piattaforma rivendicativa unitaria. Ampio spazio è stato dedicato alla legge 15 maggio 2025 n. 76 sulla partecipazione dei lavoratori, con il contributo del professor Emmanuele Massagli, presidente della Commissione nazionale permanente del Cnel prevista dalla normativa. Tra gli esempi illustrati da Massagli, anche l’accordo di secondo livello siglato dalla Fisascat Cisl Romagna con Forlì Ambiente; l’intesa ha incassato il “bollino CNEL”, attestazione di buona pratica di partecipazione dei lavoratori, esperienza virtuosa di coinvolgimento dei dipendenti nella gestione, nel capitale, nei risultati e nell’organizzazione aziendale. Nel suo intervento, Massagli ha inoltre fornito indicazioni operative per favorire l’attuazione della partecipazione nella contrattazione, in particolare nelle piccole e medie imprese, realtà diffuse nei settori altamente frammentati del terziario di mercato, anche attraverso la bilateralità settoriale. Infine, il Comitato Esecutivo ha affrontato il tema del lavoro domenicale e festivo, alla luce della recente richiesta unitaria trasmessa al presidente della 10ª Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, On. Gusmeroli, di calendarizzare le proposte di legge presentate per la riforma della normativa sulle aperture commerciali nei giorni festivi, con l’obiettivo di una regolazione più equilibrata degli orari nel commercio e nella grande distribuzione organizzata. «Anche sulla riforma della normativa sulle liberalizzazioni la richiesta unitaria è rimasta, ad oggi, senza risposta – ha concluso Dell’Orefice –. È la dimostrazione che troppo spesso la politica, quando si occupa dei nostri settori, non riesce ad andare oltre gli annunci. Per questo dobbiamo continuare a riportare al centro il tema della sostenibilità delle condizioni di vita e di lavoro, in particolare nel retail, rispetto alle aperture domenicali e festive». «La Fisascat Cisl - ha concluso il sindacalista - ribadisce la necessità di intervenire per garantire una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, contrastare la liberalizzazione selvaggia e restituire centralità alla contrattazione collettiva». L’Esecutivo ha infine rimarcato l’impegno della Fisascat Cisl a sostenere la prossima stagione dei rinnovi contrattuali che metta al centro la dignità del lavoro, la qualità dell’occupazione e la partecipazione, rafforzando il ruolo della contrattazione collettiva come strumento fondamentale di coesione sociale e sviluppo.

news27 Marzo 2026
Lis Holding e Lis Pay, sciopero nazionale il 30 marzo contro Poste Italiane: 54 lavoratrici e lavoratori coinvolti nel trasferimento del comparto IT

Lis Holding e Lis Pay, sciopero nazionale il 30 marzo contro Poste Italiane: 54 lavoratrici e lavoratori coinvolti nel trasferimento del comparto IT

Roma, 26 marzo 2026 – Sciopero nazionale di 8 ore il prossimo 30 marzo per le lavoratrici e i lavoratori di Lis Holding e Lis Pay, con un presidio lunedì dalle 9 di mattina sotto la sede di Lis Pay a Milano. Al centro della vertenza i 54 dipendenti del comparto Sistemi informatici (IT) di Lis Holding, direttamente coinvolti nel trasferimento in Poste Italiane previsto dal 1° aprile, con la mobilitazione estesa anche ai lavoratori di Lis Pay in segno di solidarietà. La risposta delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs è arrivata dopo la rottura del confronto con l’azienda, in seguito a scelte giudicate inaccettabili e a un percorso di armonizzazione privo di reali garanzie. Per i sindacati “l’arroganza di Poste Italiane ha raggiunto un punto di non ritorno”. Le sigle spiegano che “nonostante i ripetuti incontri, è stata presentata una proposta conclusiva e non modificabile che ignora le richieste fondamentali avanzate”, aggiungendo che “l’azienda ha scelto la strada della rottura, rifiutandosi di riconoscere il contratto integrativo vigente in Lis e i trattamenti derivanti dalle precedenti armonizzazioni”. Nel merito, Filcams, Fisascat e Uiltucs evidenziano che “le condizioni proposte determinano una perdita retributiva complessiva superiore a una mensilità annua”, denunciando tagli al welfare, alle tutele e ai trattamenti economici, tra cui quote welfare, reperibilità, polizze assicurative e ticket restaurant. Inoltre, “a fronte di perdite strutturali, l’azienda ha offerto una quota omnicomprensiva di soli 1.500 euro lordi, sotto forma di superminimo assorbibile, una cifra del tutto insufficiente a compensare il danno economico”, evidenziando “una riduzione della retribuzione annua lorda rispetto alle condizioni attuali”. “Abbiamo dichiarato da subito - affermano i sindacati - l’indisponibilità alla firma di un accordo che leda diritti e salario delle lavoratrici e dei lavoratori. I contenuti proposti sono stati giudicati non ricevibili e non è stato sottoscritto alcun accordo”. Se il trasferimento del ramo IT "avverrà a queste condizioni, si aprirebbe un precedente pericoloso per tutto il gruppo”, perché “verrebbe sancito il principio che le tutele acquisite possono essere cancellate durante un passaggio di ramo d’azienda”.

news26 Marzo 2026
Cerved, sciopero nazionale il 25 marzo: oltre 2700 lavoratrici e lavoratori in mobilitazione contro le scelte aziendali

Cerved, sciopero nazionale il 25 marzo: oltre 2700 lavoratrici e lavoratori in mobilitazione contro le scelte aziendali

Roma, 23 marzo 2026 – Sciopero nazionale di 8 ore il prossimo 25 marzo per le oltre 2700 lavoratrici e lavoratori del gruppo Cerved, con presidi davanti alle sedi aziendali in tutta Italia. La mobilitazione, indetta dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, arriva dopo un confronto insufficiente, in risposta a scelte aziendali giudicate inaccettabili, contro la crescente pressione verso le uscite volontarie e un pressing esasperante sulla produttività. Per i sindacati di categoria “è tempo di mobilitazione, è tempo di dare un segnale forte di dissenso al gruppo Cerved, è tempo di fare sentire ancora più forte le richieste di lavoratrici e lavoratori”, e “lo sciopero è indispensabile per evidenziare la nostra ferma opposizione alle politiche praticate e ai silenzi che le accompagnano”. Le organizzazioni sindacali denunciano “la mancanza di un piano industriale conosciuto, certo e trasparente”, insieme a “una gestione dei Performance Improvement Plan e una riduzione degli organici attraverso uscite incentivate le cui modalità, dimensioni e persone coinvolte restano sconosciute”, aggiungendo che “una crescente insistenza sull’aumento della produttività, spesso accompagnata da pressioni ad accettare gli incentivi all’esodo, sta generando un diffuso clima di preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori”. I sindacati sottolineano inoltre che “a queste incertezze sul futuro del lavoro in azienda si sommano difficoltà contrattuali”, spiegando che “dopo diversi incontri con la delegazione sindacale, le proposte aziendali risultano insufficienti e inadeguate”. Nel dettaglio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs evidenziano che “la riduzione delle giornate di smart working peggiora la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e colpisce in modo particolare il cosiddetto cluster dei flessibili”, mentre “mettere in discussione l’equilibrio contrattuale costruito con la riduzione dell’orario di lavoro a 38 ore rappresenta un passo indietro”. Le organizzazioni sindacali aggiungono che “la chiusura sull’aumento del buono pasto, a fronte dell’aumento del costo della vita, risulta anacronistica” e che “l’introduzione di criteri legati alla performance individuale per il premio di risultato indebolisce la coesione, l’equità e l’orientamento a un obiettivo collettivo”. “Ribadiamo l’inaccettabilità di qualsiasi intervento che preveda la riduzione delle giornate di lavoro agile senza una contestuale restituzione delle ore di permessi retribuiti”, continuano, chiedendo “il mantenimento delle attuali flessibilità e un adeguato aggiornamento delle componenti economiche dell’accordo, a partire dai ticket restaurant e dal premio di risultato”.

news23 Marzo 2026
Kasanova, al MiMIT la holding italiana Pamaf conferma l’acquisizione del gruppo

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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: “Servono tutele immediate, garanzie sul reddito e piena trasparenza su occupazione e piano industriale”

news20 Marzo 2026
Syneos Health Italy, in stallo il confronto sui 49 licenziamenti annunciati dalla multinazionale statunitense dei servizi per la ricerca clinica e lo sviluppo farmaceutico

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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «No alla delocalizzazione, serve l’attivazione del tavolo di crisi al Mimit»

news20 Marzo 2026
Contratto integrativo Lidl Italia, via libera all'applicazione da oltre il 98% di lavoratrici e lavoratori

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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: "Grande soddisfazione per il risultato raggiunto"

news20 Marzo 2026

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